Se avverti un dolore intenso sopra la spalla, che peggiora quando sollevi il braccio sopra la testa e si accompagna a rigidità, potresti essere di fronte ad una tendinopatia calcifica.
Si tratta di una condizione molto comune, soprattutto a livello della spalla, ma può comparire anche in altri distretti del corpo.
Il nome, però, è spesso fuorviante: molti pensano ci sia “un pezzo di osso da togliere o rompere”. In realtà, si tratta di un processo biologico, non meccanico.
Vediamo cosa succede davvero.
Che cos’è la tendinopatia calcifica?
È una condizione dolorosa caratterizzata dalla formazione di un deposito di calcio all’interno di un tendine della cuffia dei rotatori, più frequentemente nel tendine del muscolo sovraspinato.
La letteratura descrive tre fasi principali:
1. Fase pre-calcifica
Il tendine inizia a modificarsi, ma senza sintomi evidenti.
2. Fase calcifica
Si divide in tre sottofasi:
• Formativa: il calcio si deposita lentamente, spesso senza dolore
• Di riposo: il deposito è presente ma non allo stato solido
• Di riassorbimento: è la fase più dolorosa (3–6 mesi), ma anche quella in cui il corpo inizia a “risolvere” il problema
3. Fase post-calcifica
Il deposito viene riassorbito e il dolore tende a scomparire.
👉 Molte calcificazioni sono completamente asintomatiche.
Perché compare?
L’origine della tendinopatia calcifica di spalla, seppur non completamente definita in tutti i suoi aspetti, assume un carattere multifattoriale.
I principali fattori associati sono:
Fattori esterni
• Lavori ripetitivi (chi lavora al PC o in catena di montaggio, cassieri, sarti…)
Fattori interni
• Sesso femminile (le donne sono colpite due volte di più degli uomini)
• Età compresa tra 30 e 60 anni
• Esser affetti da diabete e/o patologie tiroidee
• Predisposizione genetica
❌ Non dipende dall’alimentazione.
❌ Non è causata da un eccesso di calcio nel sangue.
Quali sono i sintomi?
La presentazione clinica e sintomatologica è estremamente variabile e dipende dalla fase in cui ci si trova:
• Dolore alla spalla (anche molto intenso) che può estendersi fino alla radice del collo
• Rigidità
• Limitazione del movimento
Diagnosi: cosa serve davvero?
Secondo le ultime evidenze, una diagnosi accurata da parte di un professionista – che integri valutazione clinica (colloquio ed esame obiettivo) ed imaging (radiografia, ecografia) – è fondamentale per scegliere il trattamento più adeguato alla fase della tendinopatia e aumentare le probabilità di successo terapeutico.
Come si cura? Il ruolo della fisioterapia
Nella maggior parte dei casi non serve un intervento invasivo.
Il trattamento conservativo (fisioterapia + eventuali FANS) è efficace nel 72% dei casi, con risultati da buoni a eccellenti.
Cosa include la fisioterapia?
• Educazione del paziente
Comprendere la patologia, consigli ergonomici e gestione del carico
• Gestione del dolore
Mobilizzazioni, esercizio terapeutico e trattamento dei tessuti molli
• Graduale esposizione ai carichi
Progressione degli esercizi per tornare a svolgere le proprie attività quotidiane e lavorative
E i trattamenti medici?
L’invio ad un medico specialista è indicato soprattutto nei casi in cui:
• il dolore è ingravescente e non modulabile con il trattamento conservativo
• c’è una limitazione funzionale importante e persistente
Le opzioni specialistiche includono:
• Onde d’urto
• Lavaggio eco-guidato
• Infiltrazioni di corticosteroidi
La chirurgia è riservata principalmente ai casi che non rispondono al trattamento conservativo (entro 6 mesi).
Take home message
✔ La calcificazione non è sempre il problema.
✔ La tendinopatia calcifica ha spesso un decorso naturale favorevole ma possono persistere rigidità e limitazione del movimento.
✔ Il dolore acuto coincide spesso con la fase di riassorbimento, quindi di miglioramento.
✔ La fisioterapia è efficace nel ridurre i sintomi e recuperare la funzionalità.
✔ Gli approcci invasivi si riservano ai casi persistenti.
Se il dolore non sta passando o vuoi capire a che punto è la tua spalla, una valutazione mirata può aiutarti a scegliere il percorso migliore!
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